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Osteopatia strutturale

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

La medicina osteopatica sostiene il concetto di interdipendenza fra la componente strutturale e quella funzionale nella valutazione e nella terapia.
Ciò significa che gli osteopati ritengono che la struttura e la funzione siano due elementi che si influenzano reciprocamente. Ne consegue che un disturbo meccanico delle articolazioni vertebrali può alterare le funzioni dell’organismo. Le componenti meccaniche possono essere l’unica causa di un disturbo oppure una concausa. Le alterazioni delle strutture anatomiche del corpo non solo compromettono il normale funzionamento di muscoli, legamenti, tendini e articolazioni, ma determinano anche disturbi funzionali del sistema nervoso e di quello circolatorio, i quali a loro volta, causano disturbi agli organi interni.

Ecco alcuni esempi di come una lesione strutturale vertebrale produce degli effetti sul sistema neurovegetativo e su altre strutture.
C1= disturbi della circolazione cerebrale, della ghiandola pituitaria, cefalea
C2= problemi oculari, affaticamento eccessivo, disturbi localizzati nei seni frontali

C3= nausea, nevralgia facciale
C4= catarro, rinorrea
C5= infiammazione apparato respiratorio superiore
C6= cervicalgie, rachiialgie
C7= disturbi della tiroide
T1= cervicobrachialgie
T2/T3= dorsalgie, parestesie, cefalee, aritmie, bronchiti
T4/T5= ipotensione, congestione venosa stomaco, milza, cistifellea, pancreas, fegato
T6/T7= gastriti, possibili ulcere duodenali
T8/T9= coliche biliari, peristalsi irregolare, ritenzione idrica, ridotta funzionalità della milza con diminuzione delle capacità immunologiche
T10= disturbi renali, dolori addominali
T11/T12= riduzione della funzione escretoria, disturbi della vescica, scarsa circolazione a livello delle ovaie, possibili cisti, abbassamento delle difese immunitarie
L1= stitichezza, diarrea, disturbi dell’intestino crasso
L2= disturbi circolatori agli arti inferiori, vene varicose, crampi, stitichezza, diarrea
L3= disturbi alla minzione, alla defecazione, impotenza, irregolarità mestruali, minacce di aborto, dolori alle ginocchia
L4= disturbi della prostata
L5= sciatica, disturbi circolatori arti inferiori
Sacro= dolori alla parte bassa della colonna, agli arti inferiori e all’inguine
Coccige= coccigodinia, alterazione generale della postura, cefalee, disturbi uro-ginecologici

Osteopatia viscerale

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

Quando un organo non riesce a funzionare correttamente a causa di un tono anomalo, di aderenze o dislocazioni, esso funziona in contrasto non solo con gli altri organi, ma anche con le strutture muscolari, ossee e fasciali.

Si instaura così una fonte di irritazione che predispone alla malattia e alle disfunzioni. Inoltre, questa disarmonia, crea dei punti di tensione. di fissità all’interno delle pareti corporee. Per adeguarsi a questi il corpo è costretto a cambiare la sua postura, causando squilibri a livello dell’apparato muscolo scheletrico.
Attraverso l’osteopatia viscerale si indagano le relazioni tra gli organi e le disfunzioni strutturali o neuro-muscolo-scheletriche, riuscendo così a distinguere le cause primarie somatiche o viscerali che causano problemi alla colonna.

Si può così manipolare ogni organo, viscere, vasi linfatici, arterie e vene.

La valutazione e il conseguente trattamento attraverso un approccio osteopatico comporta l’analisi delle relazioni esistenti tra i visceri ed il sistema muscolo scheletrico. Lesioni cicatriziali conseguenti ad interventi chirurgici, aderenze producono delle zone di tensione per mezzo delle fasce determinando disturbi funzionali, dolori anche distanti dalla zona di lesione iniziale.

Con l’utilizzodi tecniche manuali specifiche è possibile localizzare, valutare e normalizzare organi e visceri all’interno della cavità addominale e toracica, in modo da ripristinare l’equilibrio necessario all’esplicarsi di una corretta fisiologia.

 

Il paziente prima di essere preso in cura deve essere stato visitato da un medico specialista.


Osteopatia craniale

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

Il valore terapeutico del Sistema Cranio/Sacrale (CSS)
Sono a noi tutti familiari i ritmi cardiovascolare e respiratorio. Come quelli, un altro ritmo del corpo - il sistema cranio/sacrale - influenza molte funzioni corporee. Uno squilibrio in questo sistema può disturbare lo sviluppo del cervello e del midollo spinale, provocando disfunzioni a livello sensoriale, motorio e neurologico.
Il sistema cranio/sacrale è un sistema fisiologico che si trova non solo negli umani ma anche negli animali che possiedono cervello e midollo spinale. La sua formazione comincia nell’utero materno e la sua funzione continua fino alla morte.
Il sistema cranio/sacrale comprende le membrane e i fluidi cerebrospinali che sostengono e proteggono il cervello e il midollo spinale. Si estende dalle ossa del cranio e della faccia, fino al sacro.
La sua ricerca e pratica clinica con il ritmo cranio/sacrale ha portato allo sviluppo di una terapia manipolatoria con tocco leggero che è risultata efficace nel trattamento di disfunzioni la cui natura era scarsamente compresa, del dolore cronico, nei casi di abbassamento della vitalità e infezioni ricorrenti.

Come interviene il Sistema Cranio/Sacrale
L’efficacia del sistema cranio/sacrale si fonda in larga misura sulle naturali attività fisiologiche autocorrettive del paziente.
Il sistema cranio/sacrale viene utilizzato per localizzare e risolvere i problemi. Esso stimola i propri meccanismi naturali e migliora il funzionamento del cervello e del midollo spinale, dissipando gli effetti negativi dello stress e accrescendo lo stato di salute generale e la resistenza alle malattie.

Come viene effettuato il Sistema Cranio/Sacrale
Il sistema cranio/sacrale è una tecnica manipolatoria delicata e non invasiva. L’esame viene condotto verificando la motilità in varie parti del sistema. Spesso, quando questo esame è completato e le restrizioni sono state rimosse, il sistema è in grado di autocorreggersi.
Un terapista esperto è in grado di palpare il movimento del sistema cranio/sacrale dovunque sul corpo del paziente. E’ possibile in tal modo ottenere molto rapidamente importanti informazioni sulla frequenza, ampiezza, simmetria e qualità della motilità cranio/sacrale.
Le regioni del sistema cranio/sacrale che possono essere facilmente palpate sono le ossa del cranio, del sacro e del coccige perché sono attaccate alle membrane che racchiudono il fluido cerebrospinale.
Questo fluido viene filtrato dal sangue attraverso un meccanismo di autoregolazione. La pressione cresce con l’aumento della quantità del liquido cerebrospinale, mantenendo il cervello e il midollo spinale “a bagno” attraverso un meccanismo simile a un sistema idraulico semichiuso.
Quando il fluido si muove - in media con una frequenza variabile fra i sei e i dodici cicli al minuto - si spostano anche le membrane che lo contengono.
La palpazione è possibile anche su tutte le altre ossa della colonna vertebrale e del bacino. Tuttavia, esercitando queste un effetto meno diretto sul sistema idraulico, risulta più difficile controllarne il movimento. Lo stesso vale per le ossa facciali e le articolazioni temporomandibolari.
 
Qual è l’origine del Sistema Cranio/Sacrale? Quale la sua terapia?
Ancora oggi esistono tanti trattamenti dei disturbi associati a questi sistemi quanti sono i vari problemi e gli specialisti che se ne occupano, specialmente per ciò che riguarda la prevenzione. La storia della scoperta del sistema cranio/sacrale è abbastanza recente.
Nei primi anni del ‘900, il dottor William G. Sutherland, allora studente di osteopatia a Kirksville (Missouri) fu colpito da un’idea: vide che le ossa del cranio erano fatte in modo da consentire il movimento delle une rispetto alle altre. Per più di vent'anni ponderò l’importanza della mobilità delle ossa nel cranio adulto. Fece esperimenti su se stesso con congegni a forma di casco che permettevano di esercitare pressioni variabili, controllabili e durevoli su diverse parti della testa. Sua moglie registrò i cambiamenti di personalità che egli manifestava in risposta alle diverse pressioni applicate; Sutherland descrisse dolori alla testa, problemi di coordinazione, etc. in relazione alle varie pressioni. Agli inizi degli anni ’30 il dottor Sutherland pubblicò, sotto uno pseudonimo, il primo articolo su questo lavoro sul Minnesota Osteopathic Journal.
Basandosi sui suoi esperimenti sviluppò un sistema di esame e trattamento delle ossa del cranio. Ottenuti alcuni successi, Sutherland organizzò un piccolo gruppo di osteopati per studiare il lavoro sul cranio. Il suo sistema divenne noto con il nome di Osteopatia Craniale.


Osteopatia biodinamica

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

PRINCIPI

Alla base della biodinamica sono i fondamenti anatomo-neuro-fisiologici dell’osteopatia.
Nel sistema cranio–sacrale (cranio-colonna-sacro), che contiene il Sistema Nervoso Centrale, esiste un fluido chiaro come l’acqua, il Liquido Cefalo Rachidiano (LCR), che svolge nel Sistema Nervoso Centrale funzioni simili a quelle che svolge il sangue per gli altri tessuti corporei: nutre le strutture nervose (cervello e midollo spinale) e veicola sostanze per il sistema immunitario. Oltre a ciò, svolge un vero e proprio ruolo di protezione per le strutture nervose ad esso connesse, facendo parte di un sistema idraulico semichiuso che circola dal cranio alla colonna e viceversa. 

Considerando che ogni funzione del nostro corpo è in qualche modo connessa con il Sistema Nervoso Centrale, possiamo immaginare quanto sia importante la libera circolazione del LCR per il buon funzionamento del nostro SNC e i conseguenti meccanismi corporei di autoregolazione

STORIA ED EVOLUZIONE

Alla base dell’organizzazione del sistema umano esiste una fonte di salute perenne, il "Soffio di Vita" così come lo definiva il Dr. Sutherland (il padre dell’osteopatia craniale), che si manifesta in tutti gli esseri viventi.
Il principio organizzativo espressione detta "Soffio di Vita" può essere percepito come un ritmo sottilissimo, la Respirazione Primaria, riferito ad una motilità fluidica che permea e mobilita le strutture apportando energia vitale.

La forza vitale intrinseca del corpo, il "Soffio di Vita", fu considerata dal Dr. Sutherland, la forza animatrice ossia la "Fiamma del Fuoco di Vita", o la scintilla che sta dietro questo ritmo involontario. Alludendo all’origine di questo fenomeno, altri terapeuti professionisti vi hanno fatto riferimento come al “respiro dell’anima del corpo”.

Si ritiene che il "Soffio di Vita" porti in sé una “potenza” delicata, ma importante, (che il Dr. Sutherland chiamava Maree) che si esprime attraverso ritmi sottili. Il Dr. Sutherland sosteneva che il fluido cerebrospinale (LCR) ha un suo ruolo importante nell’esprimere la potenza del "Soffio di Vita" e nel distribuirla attraverso la "Respirazione Primaria".
La potenza del "Soffio di Vita" riveste un ruolo determinante per per il mantenimento della salute e dell’equilibrio corporeo. In questa potenza è contenuto un progetto fondamentale per la Salute, che agisce a livello cellulare come un principio ordinatore e di regolazione di base.

Questo principio integra il funzionamento fisiologico di tutti i sistemi corporei. Il Dr. Sutherland ritenne, dopo aver valutato e trattato secondo questi principi migliaia di pazienti, che la potenza del "Soffio di Vita" avesse in sé un’Intelligenza (che egli scriveva con la "I" maiuscola) di fondo, e si era reso conto che l’operatore poteva adoperare questa forza intrinseca per aiutare la Salute (che egli scriveva con la "S" maiuscola), riuscendo a percepire e cooperare con le diverse maree (diversi ritmi) della "Respirazione Primaria".

VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

L’operatore innanzitutto valuta la motilità intrinseca dei tessuti e dei fluidi corporei, appoggiando delicatamente le mani (principalmente su cranio, sacro, colonna, caviglie, ventre) e successivamente, attraverso appropriati protocolli di trattamento, cerca di ristabilire un riequilibrio, favorendo le funzioni della linfa, dei liquidi intra ed extra cellulari e ancora cefalo-rachidiani.

In questo modo il paziente si riconnette con la sua stessa natura, ovvero con le strutture embriologiche originarie ripercorrendo durante il trattamento le varie tappe di sviluppo delle diverse strutture in modo da avviare un processo di autoguarigione, tramite la riorganizzazione di eventuali disequilibri, che possono aver perturbato l'organismo, in qualsiasi momento recente o remoto.

QUANDO SERVE

Il campo d’applicazione è molto ampio:

  • disfunzioni neonatali strutturali e/o funzionali
  • disturbi comportamentali nel bambino
  • problemi in età scolare
  • alterazioni del sistema immunitario
  • alterazioni del sistema endocrino
  • disturbi osteoarticolari e viscerali
  • anomalie cranio-facciali
  • squilibri conseguenti a terapie farmacologiche (antibiotici, chemioterapici, radioterapici, vaccini, anestesie, ecc.)
  • ...

Questo approccio non ha controindicazioni e si applica a tutte le età, dal neonato alla persona anziana.


Rieducazione Posturale

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

La Rieducazione Posturale comprende una serie di esercizi e di consigli utili per la prevenzione e il trattamento delle algie vertebrali.


La maggior parte dei dolori di origine vertebrale è causata, oltre che dalle patologie vere e proprie, da movimenti e fattori che comportano un uso scorretto della colonna, quali vita sedentaria, stress, sovrappeso, posizioni di lavoro…

E’ necessario quindi affiancare al trattamento osteopatico la rieducazione posturale.

Il mantenimento delle curve fisiologiche è importantissimo per la resistenza della colonna vertebrale, che acquista una maggiore capacità di ammortizzare pressioni e sollecitazioni meccaniche.

Gli esercizi sono finalizzati ad allentare la compressione a livello discale, irrobustire la muscolatura di sostegno e a ripristinare l’elasticità muscolare, necessaria a favorire la mobilità articolare fisiologica.
 
La maggior parte degli esercizi posturali saranno effettuati con la colonna vertebrale in scarico (ossia il più possibile in assenza di gravità).


La rieducazione posturale è un aspetto importante nella cura delle patologie vertebrali e viene sempre inserita nel programma terapeutico consigliato al paziente.


Riabilitazione  Cranio Cervico Mandibolare (ATM)

  • Disturbi dell’articolazione temporo mandibolare (ATM)
  • Disturbi della deglutizione
  • Disturbi dell’occlusione correlati alla postura
  • Disturbi della motilità linguale

Trattamenti Osteopatici in correlazione con l’Ortodonzia (mobile o fissa), alla Chirurgia Maxillo-Facciale e alla Gnatologia (utilizzo del Bite).

Il paziente prima di essere preso in cura deve essere stato visitato da uno specialista odontoiatra.


Riabilitazione ortopedica

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

Principali indicazioni al trattamento:

  • Esiti di chirurgia della spalla
  • Esiti di chirurgia del gomito
  • Esiti di chirurgia della mano
  • Esiti di chirurgia del ginocchio
  • Esiti di chirurgia vertebrale
  • Esiti di chirurgia dell'anca
  • Esiti di chirurgia maxillo-facciale
  • Esiti di chirurgia oculare
  • Esiti di chirurgia estetica

 

 

Il paziente prima di essere preso in cura deve essere stato visitato da un medico specialista.


Riabilitazione Oto-Vestibolare

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

La terapia riabilitativa vestibolare classica è una terapia funzionale e non è dunque in grado di interferire con gli agenti etiologici e coi meccanismi patogenetici.

Il suo obiettivo è esclusivamente il ripristino delle funzioni alterate ottenute favorendo l’attività adattativa–compensatoria o inducendo l’abitudine allo stato patologico. Le sue strategie non sono dunque in relazione con il tipo di patologia, ma con la situazione funzionale del sistema vestibolare e delle sue componenti. Per questo motivo il tentativo riabilitativo deve essere sempre preceduto da parte del terapista da una accurata valutazione della funzione delle varie componenti del controllo oculomotorio e posturale del soggetto, comprendendo anche perciò l’apparato muscolo scheletrico. In tal modo si riesce a individuare correttamente i riflessi che necessitano di correzione e quelli invece che hanno capacità di vicariare la funzione lesa.

L’evoluzione del trattamento fisioterapico classico può essere il trattamento osteopatico, in particolare quello cranio sacrale in associazione al trattamento strutturale scheletrico. L’azione su queste due strutture produce un riequilibrio dei vari sistemi recettoriali del paziente inducendo un miglioramento sostanziale della sua sintomatologia.


Protocollo di trattamento otovestibolare classico

La Riabilitazione vestibolare prevede 4 fasi fondamentali:

  1. selezione dei pazienti
  2. programmazione dei protocolli
  3. svolgimento degli esercizi
  4. monitoraggio dei risultati

Le tecniche di riabilitazione vestibolare prevedono essenzialmente 2 metodiche:

A. tecniche non strumentali
B. tecniche strumentali

Noi utiliziamo prevalentemente le prime che si differenziano in tecniche per la riabilitazione dell’oculomotricità e tecniche riabilitative della postura.

Del “gruppo” delle strumentali impieghiamo in special modo l’uso del tapis roulant e l’inseguimento oculare di mire.

Fino a qualche tempo fa si riteneva che la sola indicazione al trattamento riabilitativo fosse la lesione periferica. Ma un criterio di selezione dei pazienti di questo tipo è veramente molto limitativo. Infatti il compito della rieducazione in questo tipo di pazienti è quello di accelerare il recupero del compenso spontaneo.

Molto più interessante è il caso della lesione del Sistema Nervoso Centrale che coinvolga anche i centri deputati alla riprogrammazione adattativa. In questi soggetti, constatata la scarsa attività della terapia farmacologica, l’approccio riabilitativo risulta spesso determinante e capace di produrre risultati spesso sorprendenti.

Controindicazioni:

  • difficoltà o non disponibilità a collaborare
  • stato ansioso-depressivo grave
  • patologia evolutiva o comunque non stabilizzata (M. di Meniere in fase iniziale)

La valutazione delle limitazioni di organi extravestibolari sono effettuate mediante l'utilizzo di una serie i test:

  • test posturologici (Verticale di Barrè - Test degli indici - Test di Romberg Posturale - Test della Marcia
  • Esame stabilometrico
  • Esame al podoscopio


Indicazione al trattamento otovestibolare:

A) Lesioni centrali o miste
B) Lesioni periferiche con disturbi compensativi perduranti da più di sei mesi

Tutti i pazienti prima dell’ingresso in riabilitazione devono essere valutati con:

  • Visita Otorinolaringoiatrica
  • Stabilometria statica 
  • Impedenzometria con studio dei Riflessi Cocleo-stapediali
  • Videonistagmoscopia:
    • ricerca del nistagmo spontaneo
    • H.S.T.
    • ricerca del nistagmo di posizione e di posizionamento
  • Studio della marcia
  • Esami cocleo-vestibolari
    • Prove caloriche (sec. FITZGERALD-HALLPIKE) 
    • Test rotoacceleratori
  • Studio computerizzato dei movimenti oculari: SACCADICI E PURSUIT

 

Il paziente prima di essere preso in cura deve essere stato visitato da un medico specialista.


Esame stabilometrico

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

L’esame stabilometrico è un metodo diagnostico per le valutazioni posturologiche del paziente e consente di verificare l’efficacia dell’intervento terapeutico dell’osteopata.

La pedana stabilometrica permette di valutare le modificazioni posturali del paziente rispetto studi matematici dell’analisi dei vari sistemi recettoriali del corpo (occhi, vestiboli, ricettori muscolo-scheletrici rachidei, piedi, occlusione).

L’esame effettuato attraverso la pedana stabilometrica permette:

- la diagnosi statica (posizione, centratura e baricentro del paziente)
- la diagnosi dinamica (frequenza, direzione dell’oscillazione posturale e analisi di Fourier sullo spostamento trasversale e longitudinale del paziente), verifica dei movimenti oculari e del capo, problematiche occlusali, recettori del rachide.
 
Le anomalie che si presenteranno nei tracciati, potranno essere interpretate per aiutare a determinare il tipo di trattamento necessario.

Alcuni esempi:
- problemi di tipo strutturale, cranio sacrale, viscerale dovranno essere affrontati attraverso trattamenti osteopatici
- l’influenza determinante di un problema vestibolare coinvolgerà l’otorinolaringoiatra e la riabilitazione oto-vestibolare
- l’oculista dovrà essere interpellato se durante l’esame delle oculometrie si evidenzia una variazione significativa maggiore del 20% del baricentro
- differenze tra i valori a bocca aperta e chiusa indicheranno un intervento di un odontoiatra
- importante l’utilizzo di questo strumento per la medicina legale nelle problematiche collegate ai “colpi di frusta”


Questi esempi evidenziano una forte interrelazione tra l’osteopatia e le varie branche della medicina e il nostro centro è continuamente in contatto con tutti gli specialisti aperti ad un approccio multidisciplinare.

Esame Posturologico

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00


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